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sabato 8 febbraio 2014

Recensione: "Uno studio in rosso", Sir Arthur Conan Doyle

Uno studio in rosso
Sir Arthur Conan Doyle
Titolo originale: A study in scarlett
Pagine: 140
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Oscar scrittori moderni
Prezzo: € 8,50 

Trama
Dopo l'incontro e la presentazione dei due personaggi, Sherlock Holmes e il Dottor Watson saranno chiamati a far luce su un misterioso omicidio, che rappresenta la prima di una lunga serie di indagini che li vedrà protagonisti. Nasce con questo primo romanzo uno dei personaggi più famosi della letteratura di tutti i tempi.

Autore
Sir Arthur Conan Doyle nato a Edimburgo nel 1859 grazie alle avventure di Sherlock Holmes è considerato i padre del genere giallo deduttivo, sebbene la sua produzione letteraria comprenda anche il romanzo d'avventura, la fantascienza, il soprannaturale e i temi storici. Il ciclo di Sherlock Holmes comprende quattro romanzi, cinquantanove racconti e tre commedie teatrali.



Recensione
Nel 1887 viene pubblicato per la prima volta "Uno studio in rosso", che segnerà la nascita del detective più famoso di tutti i tempi e che, ancora oggi, ispira molti personaggi cartacei e televisivi. Con questo romanzo inizia il ciclo di avventure di Sherlock Holmes, detective investigativo che fa da consulente alla polizia di Scotland Yard, e del fidato Dottor Watson, medico militare e coinquilino dell'investigatore, nonché narratore delle avventure che li vedono protagonisti.
"La sua ignoranza era impressionante almeno quanto la sua cultura."
In questo primo lavoro l'autore inizia a delineare il personaggio di Holmes che andrà poi a consolidarsi negli scritti successivi. E' proprio il Dottor Watson che delinea un profilo delle conoscenze dell'investigatore, sottolineando come Holmes sia totalmente ignorante in ambiti quali letteratura, filosofia e astronomia. Al contrario, si contraddistingue per una conoscenza profonda della chimica e dell'anatomia, sebbene egli non sia un medico. Holmes, attraverso la scienza della deduzione, riesce a vedere cose a cui altri non fanno caso, dei dettagli indispensabili per riuscire a risolvere casi intricati. Alto, asciutto, schivo, suona il violino e non è particolarmente incline ai rapporti umani. Così viene descritto l'investigatore di Baker Street.
A fare da contraltare a un personaggio così enigmatico troviamo il Dottor John Watson, medico militare rientrato dalla guerra in Afghanistan che, un po' per caso, si ritrova a essere il nuovo coinquilino del signor Holmes. Il personaggio di Watson ha una funzione molto importante in ambito narrativo, non è soltanto l'alter ego dell'autore (anche Conan Doyle era un medico), ma diventa il personaggio in cui il lettore può identificarsi.

Attraverso una narrazione in prima persona, Watson redige un resoconto degli eventi così come sono avvenuti, meravigliandosi lui stesso delle capacità deduttive dell'investigatore. Se per il lettore potrebbe risultare difficile riuscire a comprendere come Holmes riesca a risolvere un crimine da un'impronta e un po' di cenere, Watson spiega per filo e per segno quanto osserva, e sarà successivamente lo stesso investigatore a illustrare che cosa è riuscito a dedurre dagli indizi. Ciò che risulta strano è che, dopo la spiegazione dello stesso Holmes, le sue deduzioni sembrano scontate. "Ehi, come ho fatto a non arrivarci anch'io? Era tutto lì sotto i miei occhi!". Oh sì, questo è quello che penserete quando arriverete alla conclusione dell'investigazione.
"Eccoci pervenuti alla fine di questo piccolo mistero. Rivolgetemi pure tutte le domande che volete, e non temete che non vi risponda molto volentieri."
(Sherlock Holmes)

In questo primo romanzo, Holmes e Watson si trovano a indagare su una misteriosa morte avvenuta a Brixton Road, dando una mano a Lestrade e Gregson, i due investigatori di Scotland Yard. Un'investigazione che li porterà più lontano di quanto appare a un primo momento.
Immancabile lettura per gli appassionati del genere giallo che, leggendo i romanzi e i racconti di Conan Doyle, vivranno le avventure di un investigatore ormai iconico, imparando che nulla è come appare. Con attenzione e ingegno impareranno anche loro a notare il dettaglio più nascosto e a esclamare davanti ad amici e parenti "Elementare!", almeno nelle partite a Cluedo.
"Il mio sconcerto raggiunse, comunque, il culmine quando mi capitò incidentalmente di scoprirlo del tutto all'oscuro del sistema solare. Che un essere civile, vivente nel nostro XIX secolo, ignorasse che la Terra gira intorno al Sole mi parve un'enormità talmente incredibile che stentavo veramente a crederlo. [...]
- Ma il sistema solare! - protestai.
- Cosa volete che me ne importi? - replicò lui, spazientito. - Dite che giriamo intorno al Sole. Se girassimo intorno alla Luna, non farebbe la minima differenza per me e per il mio lavoro."

(Dottor Watson)
Con la fine dei diritti d'autore, Sherlock Holmes è ormai diventato di dominio pubblico e questo ha fatto sì che altri autori scrivessero romanzi e racconti prendendo spunto dall'investigatore di Baker Street o facendolo addirittura diventare protagonista dei propri lavori. Il personaggio del detective Holmes ha inoltre dato vita non solo a molti film basati sulle sue avventure, ma anche serie televisive che si basano su una reinterpretazione del suo personaggio, ad esempio la serie tv della BBC "Sherlock" o quella della CBS "Elementary".

martedì 16 aprile 2013

Recensione: "Orfeo emerso", Jack Kerouac

Orfeo emerso
Jack Kerouac
Titolo originale: Orpheus emerged
Pagine: 125
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 14,00

Trama
"Orfeo emerso" è un breve romanzo di Jack Kerouac scritto dal capofila della Beat Generation a soli ventitre anni. Racconta le passioni, i sogni, gli amori e i conflitti di un gruppo di giovani universitari "bohémiens" in cerca della propria verità. Opera parzialmente autobiografica, a cui Kerouac mise mano dopo aver incontrato Allen Ginsberg, William Burroughs e gli altri amici con cui avrebbe dato vita alla Beat Generation, "Orfeo emerso" può essere oggi letto come un singolare "ritratto dell'artista da giovane", in cui già si distingue l'inconfondibile voce dello scrittore capace di esprimere lo spirito di una generazione e di intere generazioni a venire.

Autore
Jack Kerouac
Jack Kerouac nacque nel 1922 a Lowell, Massachusetts, da una famiglia di origine franco-canadese. abbandonati gli studi universitari, iniziò una vita da vagabondo e viaggiatore lungo le strade degli Stati Uniti d'America esercitando i più diversi mestieri. All'inizio degli anni Cinquanta diede vita, con lla Ginsberg, Willian Burroughs e altri amici, al nucleo storico della Beat Generation. Nel 1957 pubblicò "Sulla strada", il romanzo che lo consacrò e che divenne il manifesto di un'intera generazione. Fra le opere narrative pubblicate in seguito, si ricordano i romanzi "I sotterranei" (1958), "I vagabondi del Dharma" (1958), "Big Sur" (1962), "Visioni di Gerard" (1963) e "Satori a Parigi" (1967). Di grande rilievo è anche la sua opera poetica, tradotta in italiano nelle raccolte "L'ultimo hotel" e "Il libro del blues". Morì in una clinica della Florida nel 1969.
Dal risvolto di copertina.

Recensione
Questo breve romanzo, opera giovanile di Kerouac, è stato scritto nel 1945, scoperto a circa trent'anni dalla morte. Come succederà anche in "Sulla strada", i personaggi di questo racconto sono degli alter ego di Kerouac stesso e dei suoi amici, incontrati all'università, con i quali fonderà il movimento della Beat Generation. Pur essendo un'opera minore, già si riescono a riconoscere gli elementi portanti del movimento anticonformista di cui l'autore fece parte.

Paul e Michael sono i comprimari di questa storia che si svolge in un campus universitario. Quello che Kerouac narra è più che altro una serie di avvenimenti che capitano a questi personaggi, senza avere una vera e propria trama da seguire. Giovani che studiano, che si ubriacano, che si innamorano, che sognano. Tutti i personaggi non possono non far venire in mente altri già trovati in "Sulla strada", per chi ha già letto il libro, mentre possono ben preparare il lettore per capire lo stile e le storie dell'autore, se ancora non l'ha fatto.
Personaggi bohémien e anticonformisti con riferimenti più volte citati, da Rimbaud alla disquisizione filosofica su Nietzsche. In questa storia, caratterizzata da un ritmo incalzante senza un filo logico vero e proprio, amore e odio, segreti celati e tradimenti animano la vita nel campus universitario.
Tra i vari personaggi che compongono il gruppo, ognuno ben distinto dall'altro, Paul e Michael, oltre a essere i protagonisti, emergono e rimangono impressi nel lettore per essere tanto diversi quanto simili e per il loro legame con la misteriosa Helen di cui non si sa nulla e che dal nulla compare. Un confronto tra Prometeo e Orfeo, l'uomo-artista, come si definisce Michael fino ad arrivare alla fine della storia. Un finale aperto ed enigmatico che lascia interrogativi nel lettore e che ognuno può interpretare in modo diverso.
Una storia un po' meno sulla strada, ma ricca delle atmosfere e delle ambientazioni che caratterizzano lo stile e la narrazione  dell'autore. Un'opera giovanile che già mostrava le grandi capacità di Kerouac.

Voto: 3,5/5

Il libro è acquistabile anche su libreriauniversitaria.it a questo link.

domenica 27 gennaio 2013

Recensione: Il viaggio del veliero

Il viaggio del veliero
C.S. Lewis
Titolo originale: The Voyage of the Dawn Treader
Saga: Le Cronache di Narnia #5/7
Pagine: 193
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 20,00 (saga completa)

Trama
Terra 1942 - Narnia 2306. "C'era un ragazzo che si chiamava Eustachio Clarence Scrubb, e se lo meritava." E oltre a ritrovarsi questo nome, Eustachio, a differenza dei suoi cugini Edmund e Lucy, non è mai stato a Narnia. Perciò non poteva immaginare che guardando il quadro di un mare in tempesta, ci sarebbero finiti dentro! Per fortuna il principe Caspian li salverà e li porterà con sé a bordo del dorato Veliero dell'alba, in un lungo viaggio per arrivare alla Fine del Mondo.

Autore
Clive Staples Lewis, in breve C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.
Fu docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings. È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.

Recensione
Con "Il leone, la strega e l'armadio" Lewis ci aveva portati nel magico ed incantato regno di Narnia in compagnia dei fratelli Pevensie. Con "Il viaggio del veliero" l'autore ci porta nel più classico degli immaginari fantasy dove non mancano draghi, incantesimi e magie.
Lucy Pevensie è la protagonista assoluta tra i quattro fratelli e se già l'avevamo capito nelle due precedenti avventure che li vedevano protagonisti ("Il leone, la strega e l'armadio" e "Il principe Caspian"), qui ne abbiamo la conferma. Lucy ed Edmund vengono catapultati, insieme al cugino Eustachio, sul Veliero dell'Alba dove trovano il re Caspian, pronti per vivere una nuova magica avventura. Non mancano vecchi amici, come il simpatico e leale topo Ripicì, né di nuovi. Il Veliero dell'Alba è partito alla ricerca di sette lord di Cair Paravel scomparsi durante il regno dell'usurpatore re Miraz e mai più tornati. Durante il loro viaggio la ciurma si troverà ad affrontare avventure inimmaginabili, fino ad arrivare alla Fine del Mondo.

Con la quinta avventura nel Regno di Aslan (scritta per terza nel 1952), Lewis dà i meglio di sé. Peter e Susan, ormai troppo grandi, non affrontano questo ritorno nel regno dove sono stati sovrani, lasciando spazio al personaggio preferito dello scrittore: la piccola e saggia Lucy. Lewis libera la fantasia facendo vivere ai personaggi avventure straordinarie, inserendo sempre il leone Aslan come deus ex machina, pronto a risolvere problemi e a indicare la giusta via.
Con il tipico linguaggio semplice e scorrevole, Lewis riesce a catturare il lettore mostrandogli cose che neanche la mente più fantasiosa sarebbe riuscita ad inventare. Non solo troviamo draghi, tesori incantati e abitanti invisibili, Lewis ci porta alla Fine del Mondo, ci fa conoscere la fine delle stelle, ci trasporta sul Veliero dell'Alba insieme ai personaggi. Come Ulisse, anche il lettore è ormai partito per un viaggio verso l'ignoto e verso i limiti del mondo conosciuto pronto per superarli.
Finora il libro più bello della saga che farà emozionare tutti gli amanti del fantasy, in particolare coloro che sono affezionati al ramo più classico del genere.

Voto: 5/5

venerdì 26 ottobre 2012

Recensione: Il libro del drago

Il libro del drago
Matthew Skelton
Titolo originale: Endymion Spring
Pagine: 362
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 9,00

Trama
Magonza, 1452. Nel silenzio della notte, una figura avvolta in un mantello trascina un baule intarsiato per le strade coperte di neve. Contiene la pelle di un drago che si dice dimorasse un tempo nel Paradiso Terrestre, pelle che racchiude i segreti della saggezza eterna. Oxford, oggi. Mentre aspetta annoiato in una polverosa biblioteca, Blake fa scorrere le nocche sulle costole dei libri, e a un tratto uno si stacca dagli altri. Quel libro vuol essere sfogliato, ma quando Blake lo prende in mano, si accorge che le sue pagine sono... bianche! Eppure vibrano, come se fossero vive. Bibliofili, società accademiche segrete, pergamene perdute e inchiostro di sangue innocente si intrecciano tra la bottega di Gutenberg e l'Inghilterra dei nostri giorni. Hanno solo un misterioso nome in comune: Endymion Spring. Chi sarà, o cosa? Un ragazzo senza voce o un libro senza parole? Le risposte sono qui: entra a tuo rischio e pericolo.

Autore
Matthew Skelton é nato in Inghilterra ma ha trascorso gran parte della sua infanzia in Canada. Esperto di libri e stampa, vagando per le biblioteche d'Europa ha scoperto il mondo di Endymion Spring. "Il libro del drago" è il suo primo romanzo e ha riscosso un buon successo.

Recensione
Partiamo col dire che il titolo, in questo caso, è un po' fuorviante. Il libro protagonista di questo libro è fatto con la pelle di un drago, ma questo non è il punto focale su cui si concentra la storia. La storia si concentra sul libro e sul suo proprietario: un ragazzino di nome Endymion Spring.

Questo romanzo si svolge su due assi temporali differenti: il 1452 con la storia di Endymion Spring e i giorni nostri con protagonista il giovane Blake. Blake è un ragazzino che si trova ad Oxford, ricercatrice, e la sorellina, Papera (soprannome affibbiatole a causa dell'impermeabile giallo che indossa sempre).
Mentre è in biblioteca ad aspettare la madre, Blake fa scorrere le dita su sui dorsi dei libri di uno scaffale, quando all'improvviso uno cade a terra e si apre. Le pagine sono bianche e uno strano indovinello compare in quelle centrali. Un indovinello che solo Blake riesce a leggere. Il libro è vivo e guiderà il ragazzino (e la sua curiosa sorella) in un'avventura pericolosa, alla ricerca dell'Ultimo Libro, che contiene tutto il sapere. Ma loro non sono gli unici a cercarlo...

L'avventura cattura il lettore fin dalla prima pagina grazie alle atmosfere ricreate dalla narrazione del 1452. Ci troviamo in compagnia di un grande personaggio storico, Gutenberg, che sta per rivoluzionare la Storia. Insieme a lui facciamo la conoscenza di Endymion Spring, un giovane assistente affascinato dall'arte del suo maestro. Ma non tutti sono buoni, come Fust, che arriva da Gutenberg con un grande baule...

"Il libro del drago" è dedicato ad un pubblico di giovani lettori anche se può essere apprezzato molto bene anche da lettori più grandi. Lo stile, infatti, seppur semplice non è infantile. Se il protagonista dodicenne fosse stato cambiato con un uomo di trent'anni, il libro sarebbe diventato per adulti, senza dover modificare nulla della trama. L'autore mescola abilmente la narrazione tra presente e passato, fino a legare insieme le due storie. L'avventura, gli intrighi e i misteri sono ben congegnati a tal punto che, per un lettore molto giovane, potrebbero addirittura risultare molto contorti e difficili da seguire.
Non mancano elementi soprannaturali come la pelle di drago e i libri che prendono vita. I personaggi sono interessanti e ben caratterizzati, il lettore non si annoia mai e si trova così catapultato in un'avventura in due dimensioni.

Voto: 4/5

Alla prossima! :)

giovedì 25 ottobre 2012

Recensione: "Fruscio di streghe"

Fruscio di Streghe
Anna Dale
Titolo originale: Whispering to Witches
Pagine: 263
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 8,80

Trama
Joseph Binks avrebbe preferito passare il Natale con il papà, ma si trova su un treno che lo porterà a trascorrere le vacanze natalizie con la nuova famiglia della madre. Già nello scompartimento, popolato da personaggi strani, cominciano a intrecciarsi i fili dell'intrigo in cui rimarrà impigliato. Trascinato da un triciclo magico in un improbabile covo di streghe, Joe farà amicizia con la lentigginosa apprendista Fuscello e scoprirà di essere stato coinvolto in un complotto che ruota attorno alla pagina mancante di un antico libro...

Autrice
Anna Dale è nata nel 1971, ha vissuto in un paesino dell'Essex fino a quando non si è trasferita a Canterbury per laurearsi in storia. Ora vive a Southampton, dove si divide tra il lavoro in libreria e il mestiere di romanziere. Ha scritto "Fruscio di streghe" in due mesi, ed ora è considerata un nuovo, prezioso talento della letteratura per ragazzi.

Recensione
"Fruscio di streghe" è un dolcissimo e magico romanzo per ragazzi. Un'avventura, che rapirà i più piccoli ed emozionerà i più grandi.

Joe si ritrova su un treno diretto a Canterbury per passare il Natale con la madre, il patrigno e la sorellastra, ma scende alla fermata sbagliata. Guidato da un triciclo magico si ritroverà in un covo di vere streghe e qui inizierà la sua magica avventura per trovare una pagina scomparsa in compagnia di una giovane strega, Fuscello, e dalla sua simpaticissima e adorabile sorellina, Esme.

Così inizia l'avventura narrata in questo libro, dedicato ad un pubblico di giovani lettori ma che si apprezza anche se letto quando si è più grandi. Anzi, "Fruscio di streghe" ha la magia di portarti in un mondo fantastico. Troviamo le streghe, quelle autentiche: cappello a punta, scopa volante e gatto nero. Troviamo la magia, quella combinata con la natura, le ali di pipistrello e anche la bacchetta magica. A tutto questo si aggiungono dei personaggi a cui è impossibile non affezionarsi.

Uno stile semplice caratterizza la narrazione di questo libro. La magia e le avventure catturano il lettore, vi troverete a sorridere e farete il tifo per questi protagonisti tanti dolci e simpatici.
Per farvi capire in che mondo verrete trasportati, pensate a Harry Potter. Il primo libro, dove tutto è magico e nuovo. Togliete ogni riferimento al male o cose negative in generale. Tenete la curiosità e la magia. Avrete tra le mani un libro perfetto per passare qualche ora in compagnia della storia che vi rimarrà nel cuore. Questo è uno di quei libri che, se letti da piccoli, porteranno un nuovo bambino ad amare la lettura. Se letto da grandi, farà riscoprire la magia che possiedono le storie per ragazzi.
Non perdetevelo, soprattutto se amate le storie magiche!! :)

Voto: 4/5

Alla prossima! :)

mercoledì 10 ottobre 2012

Recensione: La dimora millenaria

  
La dimora millenaria
Christian Jacq
Titolo originale: Le temple des milions d'années
Pagine: 392
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: £16.900 (€ 8,72)
(Penso che sia fuori catalogo, è del 1997)

Trama
Ramses è stato incoronato Faraone, ma non è ancora al sicuro. Molti tramano alle sue spalle per detronizzarlo, primo fra tutti il fratello maggiore Shenar. Intanto, Ramses governa con saggezza affiancato dalla moglie Nefertari, ed è amato dal suo popolo. Non mancano gli amici di sempre come Mosè e Setau, l'incantatore di serpenti. Il Faraone dovrà dimostrarsi all'altezza del compito che gli è stato affidato ed essere il degno successore del padre, Sethi.

Autore
Christian Jacq (Parigi, 28 aprile 1947) è uno scrittore ed egittologo francese.
Ha scritto numerosi libri e romanzi sull'antico Egitto, tra cui quello più conosciuto: Ramses II, personaggio che Christian Jacq ammira molto. Nato a Parigi, a 13 anni scopre la passione per l'Antico Egitto e legge L'histoire de la civilisation de l'Egypte ancienne dello storico Jacques Pirenne. Questa lettura lo ispirò nella scrittura del suo primo libro. All'età di 18 anni, aveva già scritto oltre 8 libri ma il suo primo successo commerciale arrivò nel 1987 con Champollion the Egyptian in Francia. Fino al 2004 aveva scritto oltre 15 libri sull'Antico Egitto tra cui alcuni non di fantasia usando anche degli pseudonimi, come J. B. Livingstone e Christopher Carter.

Recensione
"La dimora millenaria" è il secondo volume della saga più famosa di Christian Jacq, "Il grande romanzo di Ramses". La saga è composta da cinque libri che narrano le gesta di uno dei più famosi Faraoni d'Egitto partendo dalla sua gioventù ed esplorando gli aspetti più significativi del suo regno.
Nel primo volume, "Il figlio della luce", Ramses è un adolescente, secondogenito del grande Faraone Sethi che, alla morte di quest'ultimo, è designato come successore. Non è sicuramente uno spoiler quello che vi ho detto, visto che le vicende di Ramses sono più o meno note. Il giovane Faraone troverà sul suo cammino intrighi e complotti, ma potrà sempre fare affidamento sugli amici che l'hanno accompagnato per tutta la vita, come Mosè e Ameni, nonché sulla sua bellissima moglie, Nefertari.
Il secondo volume inizia a raccontare le vicende del Faraone che è appena stato nominato successore del grande Sethi e non si è ancora insediato. Il giovane Ramses dovrà fare i conti con una serie di personalità, capeggiate dal fratello maggiore Shenar, che tenteranno di destituirlo. Il Faraone è però benedetto dagli dei e questa impresa si rivelerà sempre più difficile per i suoi nemici.

Jacq ci riporta indietro nel tempo, in un'epoca che tutti penso abbiano amato e ne siano rimasti affascinati. Gli Egizi: con le loro piramidi e i geroglifici, le mummie e i faraoni. Un grande popolo, una potenza territoriale che, sviluppatasi migliaia di anni prima del canonico anno zero, rimangono sulla scena mondiale fino allo sviluppo dell'Impero Romano. L'autore ci fa scoprire usanze e abitudini quotidiane di questo popolo, mescolandole con la narrazione fluida delle vicende del protagonista. Dettagli e curiosità sulla loro religione, il l'accuratissimo sistema di controllo e commercio, nonché le mansioni del Faraone arricchiscono le vicende narrate nel romanzo. Il tutto si fa ancora più interessante perché Jacq affianca a personaggi realmente esistiti, come Ramses, altri che ci sono stati tramandati dalle leggende, come Omero, Menelao ed Elena, Mosè. Leggere come questi personaggi interagiscono è molto affascinante, soprattutto perché mito, leggenda e realtà si fondono insieme.
I romanzi di Jacq si distinguono dagli altri per la loro ambientazione: non conosco nessun altro autore che tratti dell'Antico Egitto. Si legge qualcosa di diverso, che appassiona, che fa conoscere cosa nuove. Se avete voglia di leggere un romanzo storico, avventuroso e appassionante, la saga di Ramses è sicuramente una valida scelta.

Voto: 3,5/5

Alla prossima! :)

mercoledì 5 settembre 2012

Recensione: La fattoria degli animali

La fattoria degli animali
George Orwell
Titolo originale: Animal farm
Pagine: 125
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 8,50

Trama
Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli exrivoluzionari molto diversi da loro.

Autore
George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950), è stato un giornalista, saggista, scrittore e attivista britannico.
Conosciuto come opinionista politico e culturale, ma anche noto romanziere, Orwell è uno dei saggisti di lingua inglese più diffusamente apprezzati del XX secolo. Probabilmente è meglio noto per due romanzi scritti verso la fine della sua vita, negli anni Quaranta: l'allegoria politica de "La fattoria degli animali" e "1984".
Orwell condusse sempre la sua attività letteraria in parallelo con quella di giornalista e attivista politico.

Recensione
E' giunto il momento di parlare de "La fattoria degli animali", il che mi lascia un po' perplessa, non tanto perché non so cosa dire, ma non so come dirlo. Certo, non mi è possibile fare una recensione come le solite, ma è più altro una sorta di commento al libro. Per libri che sono già stati investiti del titolo di "classico" (moderno o meno), quello che si può fare è esprimere le proprie opinioni a riguardo.
Inizio dicendovi che non sapevo cosa aspettarmi da questo libro. Conoscevo la storia solo a grandi linee e ho deciso di leggerlo in primis perché mi è sempre stato presentato come un grande romanzo del Novecento per il suo messaggio e per gli anni in cui è stato scritto, inoltre perché Orwell mi aveva già conquistata con "1984".
Dopo questa premessa, entriamo nel vivo del commento.

Gli animali della Fattoria Padronale, il cui proprietario è il signor Jones, decidono di ribellarsi e di diventare padroni di loro stessi. La fattoria cambia quindi nome, diventando la Fattoria degli Animali. I maiali, gli animali più intelligenti, assumono il ruolo di guida. Stabiliscono i turni di lavoro e riposo per tutti gli animali, le razioni di cibo. I principi dell'Animalismo, la forma di governo che vige nella fattoria, vengono condensati in sette comandamenti, scritti in grandi lettere bianche sulla parete del granaio principale. Ma i maiali impongono passo passo il loro potere, finché Napoleone non diventa il capo assoluto della Fattoria, portando la società da lui creata al degenero. La libertà tanto agognata dagli animali e ottenuta con fatica viene cancellata dalla loro stessa guida. Napoleone è davvero differente dal loro precedente padrone?


Animalismo e Comunismo
Napoleone
La storia narrata da Orwell è un'allegoria del Comunismo, dove ogni evento e ogni personaggi narrato ha un corrispondente con la realtà. Il libro viene concepito nel 1937, portato a termine nel 1943, ma vede luce solamente alla fine del conflitto, nel 1945. Il Regno Unito era alleato con l'Unione Sovietica contro la Germania nazista e proprio a causa del contenuto, il libro è stato pubblicato due anni dopo essere stato scritto. E' lo stesso Orwell che critica il regime della libertà di stampa all'interno dell'articolo "La libertà di stampa", che si trova alla fine del romanzo, come una sorta di postfazione (per lo meno nelle edizioni Mondadori). All'interno dell'articolo, lo stesso autore spiega la difficoltà che ha trovato cercando di pubblicare il libro, come la stampa inglese abbia preferito sorvolare su questioni importanti solo perché l'Unione Sovietica era un alleato. Orwell scrisse questo articolo, inizialmente, come prefazione del libro.

Se dovessi trovare una parola per descrivere questo libro, penso che userei "illuminante". Orwell usa gli animali, proprio come Fedro ed Esopo, come metafora per narrare la sua storia inserendo, come è solito, una morale.
La bandiera della Fattoria
degli Animali
Orwell critica e fa il verso agli ideali utopistici della Rivoluzione russa, che ha portato all'ascesa del Comunismo e del totalitarismo staliniano. Si parte dalla cacciata del fattore Jones e la conquista della fattoria da parte degli animali, proprio come la Rivoluzione d'ottobre del 1917 ha portato al rovesciamento dello zar. Gli animali segnalano la loro indipendenza dall'uomo in maniera simbolica creando una bandiera che, guarda caso, ricorda (in maniera neanche tanto velata) quella comunista.
Ma come fanno le cose a degenerare? Si parte da intenti positivi e propositivi, da buona volontà, impegno e fiducia gli uni negli altri. Dove l'uguaglianza e la libertà non sono parole vuote, ma qualcosa di tangibile, dove gli animali sono Felici. Tutto questo paradiso degenera, inesorabilmente.
Dopo aver eliminato un alleato diventato scomodo, Napoleone, diventato dittatore della fattoria, inizia la sua opera di propaganda, nascondendo la verità agli altri animali. L'uguaglianza e la libertà stanno scomparendo, ma non tutti se ne rendono conto e i maiali si allontanano sempre di più dagli altri abitanti della Fattoria. Vivono nella casa padronale, commerciano con gli uomini, arrivando ad una vera e propria trasformazione fisica. Fino ad arrivare ad una tragica conclusione, ben riassunta dal settimo comandamento dell'Animalismo, dopo essere stato modificato:

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.


Quello che posso dirvi è: leggetelo. Magari potrà non piacervi, magari ne rimarrete entusiasti, in ogni caso penso che sia una lettura che tutti debbano fare.
Voto: 5/5
(voto abbastanza scontato e quasi inutile)

Non vi ho svelato la fine del libro, basta pensare che Orwell si è ispirato alla Storia, quella reale. Spero di avervi dato, piuttosto, un'idea di quello che vi aspetta.

"Circe" di George Grosz
Da ultimo vorrei dare il mio parere sulla copertina. La trovo assolutamente fantastica. In copertina si trova il quadro "Circe" di George Grosz. Penso che non si potrebbe trovare copertina più adatta, in particolare, si apprezza ancora di più una volta terminato il libro.
Tanto per fare la criticona, la Mondadori sta rinnovando tutta la collana "Classici moderni" e, secondo me, il nuovo stile delle copertine non è il massimo, molto meglio quello vecchio. Qui di seguito la nuova copertina, certo il mulino centra con la storia, ma il quadro di Grosz fa tutto un altro effetto.


Se l'avete letto, cosa ne pensate? :)

giovedì 7 giugno 2012

Recensione: Il canto della rivolta

Attenzione: se non avete letto "La ragazza di fuoco", evitate di leggere la recensione se non volete ricevere spoiler :)

Il canto della rivolta
Suzanne Collins
Titolo originale: Mockingjay
Pagine: 420
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 17,00

Trama
Contro tutte le previsioni, Katniss è sopravvissuta agli Hunger Games per la seconda volta. Ma anche se ora è lontana dall'arena sanguinaria, non può dirsi salva. Capitol City è molto arrabbiata. Capitol City vuole vendetta. E chi è destinato a pagare per i disordini? Katniss, ovviamente, la Ragazza di fuoco. Come se non bastasse, il Presidente Snow tiene a precisare che ormai tutti sono in pericolo, nessuno escluso: la famiglia di Katniss, i suoi amici più cari, tutti gli abitanti del Distretto 12.
Ora che la scintilla si è trasformata in un ardente fuoco di rivolta, alla Ghiandaia Imitatrice non resta che spiccare il suo volo verso la libertà. Forte e incalzante, finalmente anche in Italia lo sconvolgente finale della rivoluzionaria trilogia di Suzanne Collins, Hunger Games.
 

Autrice
La sua carriera inizia nel 1991, scrivendo sceneggiature per programmi televisivi per bambini. La sua notorietà si deve per la trilogia di "Hunger Games", sua prima fatica letteraria, che l'ha resa celebre in tutto il mondo.

Recensione
Che i giochi abbiano fine. Devo dire che è veramente una bella tagline. (Cosa che non si può dire della trama –se così possiamo chiamarla- che si trova sul risvolto della copertina, perché secondo me non c’entra nulla con il romanzo).

Cosa è successo fuori dall’Arena, mentre Katniss era ancora prigioniera degli Hunger Games? La rivolta è scoppiata. I Distretti sono insorti. I ribelli si mobilitano. E’ la fine per Capitol City? Chi sono i buoni e chi i cattivi?

Devo limitarmi nel dire tutto quello che in realtà vorrei. Ogni avvenimento è qualcosa che merita di essere scoperto. Posso solo dire che con quest’ultimo strabiliante episodio siamo arrivati ad un livello di azione e adrenalina inaspettato. “Il canto della rivolta” è ben al di sopra delle mie aspettative. Mi aspettavo sì un bel libro, una bella continuazione, ma mi sono ritrovata a leggere una storia che mi ha completamente trascinato. Soprattutto perché dopo due capitoli, quest’ultimo episodio è all’altezza degli altri, non perde di tono, i colpi di scena si susseguono.

La scintilla è più che scoppiata, il fuoco divampa. Qual è la cosa giusta da fare? Come agire per liberare tutta Panem dal dominio di Capitol City? Katniss è il simbolo di questa rivolta, nel bene e nel male. E come tale deve ricoprire questo ruolo.

Ancora una volta devo ammettere che l’inizio mi è sembrato un po’ lento e, come successo con “La ragazza di fuoco”, quando lo penso la storia prende veramente il via. Anche in questo caso, personaggi primari e secondari fanno da filo conduttore della storia, ma non mancano nuove entrate. Il personaggio di Katniss continua a maturare, la sua personalità si evolve e cambia seguendo il corso degli eventi anche se, mi tocca ammetterlo, ogni tanto ci sono dei momenti in cui perde un pochino.

E’ una lotta fino alla fine, una battaglia combattuta fino all’ultimo. I colpi di scena non mancano neanche questa volta e sono decisamente forti. Anche con questo episodio, non si può che rimanere incollati alle pagine e, pur sapendo che non ci sarà un seguito da leggere, si divora questo libro, senza leggere poche pagine per non farlo finire. Bisogna sapere come va a finire.

Si giunge al termine. La fine forse è un po’ frettolosa, la Collins avrebbe potuto fare le cose con più calma, ma tant’è. Ci sono un paio di pieghe che hanno preso alcuni personaggi che mi sono sembrate un po’ strane per il loro carattere, troppo cambiati rispetto a com’erano in precedenza (non sottovalutando comunque quello che hanno passato). Ma è comunque una bella conclusione.

I giochi sono davvero finiti e cosa resta da dire? Che gli Hunger Games mi hanno totalmente catturata, era da tanto che una serie non mi prendeva così e sono contenta di aver letto i tre libri a pochissima distanza l’uno dall’altro, sarebbe stata una pena aspettare tutto quel tempo tra un episodio e l’altro. “Il canto della rivolta” pone fine ai giochi nel modo migliore che ci si poteva aspettare, mantenendo lo stesso livello narrativo, la stessa azione e l’adrenalina trovati nei due episodi precedenti. Tutti e tre i romanzi si sono mantenuti sulla stessa linea, non hanno perso tono, la magia di questa storia non è andata scemando.

Non si può partecipare agli Hunger Games. Non si può assistere agli Hunger Games. Ma gli Hunger Games si possono vivere grazie a questa fantastica trilogia.

Voto: 5/5

Ho deciso di assegnare il voto massimo a questo libro, non perché sia il libro più bello del mondo, senza aver letto "Hunger Games" si può vivere benissimo, ma in tutti e tre i romanzi ho trovato qualcosa di originale, qualcosa che non mi faceva staccare gli occhi dalle pagine. Una storia avvincente che non perde il ritmo nei volumi successivi, come spesso accade.

E voi, cosa ne pesate di "Hunger Games"?
Stay Tuned! :)

domenica 3 giugno 2012

Recensione: La ragazza di fuoco

Attenzione: se non avete letto Hunger Games, evitate di leggere la recensione se non volete ricevere spoiler :)

La ragazza di fuoco
Suzanne Collins
Titolo originale: Catching fire
Pagine: 375
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 17,00

Trama
Non puoi rifiutarti di partecipare agli Hunger Games. Una volta scelto, il tuo destino è scritto. Dovrai lottare fino all'ultimo, persino uccidere per farcela. Katniss ha vinto. Ma è davvero salva? Dopo la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, l'implacabile reality show che si svolge a Panem ogni anno, lei e Peeta sono, miracolosamente, ancora vivi. Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, perfino felice. Dopotutto, è riuscita a tornare dalla sua famiglia e dall'amico di sempre, Gale. Invece nulla va come Katniss vorrebbe. Gale è freddo e la tiene a distanza. Peeta le volta le spalle. E in giro si mormora di una rivolta contro Ca-pitol City, che Katniss e Peeta potrebbero avere contribuito a fomentare. La ragazza di fuoco è sconvolta: ha acceso una sommossa. Ora ha paura di non riuscire a spegnerla. E forse non vuole neppure farlo. Mentre si avvicina il momento in cui lei e Peeta dovranno passare da un distretto all'altro per il crudele Tour della Vittoria, la posta in gioco si fa sempre più alta. Se non riusciranno a dimostrare di essere perdutamente innamorati l'uno dell'altra, Katniss e Peeta rischiano di pagare con la vita...

Autrice
La sua carriera inizia nel 1991, scrivendo sceneggiature per programmi televisivi per bambini. La sua notorietà si deve per la trilogia di "Hunger Games", sua prima fatica letteraria, che l'ha resa celebre in tutto il mondo.

Recensione
Katniss ha vinto gli Hunger Games ed è riuscita a salvare Peeta, ma non sono tutti contenti. Con il suo gesto Katniss ha fatto arrabbiare le alte sfere di Capitol City e questo non premette nulla di buono.

I due vincitori dell’ultima edizione degli Hunger Games devono compiere il loro Tour della Vittoria, ma Katniss deve stare attenta ad ogni sua mossa. Qualcuno la osserva molto da vicino, il suo gesto ha accesso una scintilla nella popolazione di Panem: qualcuno ha sfidato Capitol City.

Questo secondo episodio della trilogia incomincia un po’ sottotono, ma dopo poco decolla in maniera inaspettata e ti trascina come un turbine a capofitto nella lettura. Non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine per sapere come continua, cosa faranno i personaggi, cosa accadrà di nuovo a Panem. Dopo lo strabiliante esordio fatto con “Hunger Games”, la Collins non delude le aspettative, anzi! Come si riesce ad eguagliare una storia originale, ben scritta e avvincente? Scrivendo un seguito che è più che all’altezza. I colpi di scena non mancano, nuovi personaggi entrano in questa nuova vicenda, senza abbandonare quelli che abbiamo incontrato nel primo episodio.

Vorrei evitare di fare spoiler e anticipazioni riguardo questo episodio perché è talmente adrenalinico, pieno di azioni e svolte inaspettate, che una parola di troppo può rovinare la sorpresa. Io ho evitato di leggere addirittura il risvolto della copertina! Ho apprezzato particolarmente i nuovi personaggi. Se nel primo Hunger Games l’autrice ci ha fatto affezionare a personaggi come Rue e Cinna, in questo secondo episodio ne troviamo altrettanti ben caratterizzati e, devo dirla tutta, mi sono piaciuti un sacco, soprattutto Finnick, Beetee e Wiress. E’ una delle cose che sto apprezzando di più dell’intera trilogia: i personaggi secondari non sono messi a caso ma hanno una funzione, una personalità propria ed una storia.

Ho apprezzato come il personaggio di Katniss abbia un’evoluzione, anche se, a dirla tutta c’è ancora questo lato amoroso/romantico che, in particolar modo all’inizio, continua a sembrarmi fuori luogo e che stoni con la bella storia che sta narrando la Collins. Per fortuna c’è tutto il resto che compensa questa parte e il tutto non prende la piega di un triangolo amoroso, ma si resta concentrati su Panem, Capitol City e i Distretti.

Non si può posare “La ragazza di fuoco”, bisogna continuare a leggerlo fino alla fine. La Collins non si sofferma molto a descrivere e tralasciando le descrizioni, fa sì che la scrittura sia più snella e piena di azione. Si continua a voltare pagina e non ci si rende conto che ne sono passate cento, duecento, trecento… è finito. Per fortuna “Il canto della rivolta” è uscito e ho dovuto aspettare solo un paio di settimane prima di recuperarlo, non oso immaginare dover aspettare più di un anno per leggere la fine. Già, perché la storia finisce lasciando il lettore a bocca aperta.

E adesso? Aprite “Il canto della rivolta” e leggete. (Perché l’avete già comprato, vero?)

Voto: 4/5

Stay Tuned! :)

giovedì 31 maggio 2012

Recensione: Il principe Caspian

Il principe Caspian
C.S. Lewis
Titolo originale: Prince Caspian
Pagine: 169
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 20,00 (l'edizione è sempre quella :) )

Trama:
Terra 1941 - Narnia 2303. La pacifica Narnia è stata conquistata dagli umani. Folletti, giganti, fauni e ninfe si sono nascosti, insieme agli animali parlanti, nel fitto delle foreste, fra gli alberi amici. Nel mondo degli umani nessuno parla di loro, nessuno vuole ricordare. Ma il giovanissimo Caspian, l'erede al trono, decide di guidare la riscossa del popolo nascosto. Al suo fianco, quattro ragazzi che un tempo erano stati i saggi sovrani dell'antica Narnia. La battaglia è aperta...

Autore:
Clive Staples Lewis, in breve C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.
Fu docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.
È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.


Recensione
I fratelli Pevensie fanno ritorno a Narnia. Mentre aspettano, in una stazione del treno, dell'acqua compare dal nulla e li trascina via. E' così che inizia questa nuova storia della saga delle Cronache di Narnia.
I quattro giovani, protagonisti de "Il leone, la strega e l'armadio", tornano nel regno fantastico scoperto da Lucy all'interno dell'armadio. Questa volta, in parallelo con le avventure dei giovani, è narrata la storia del Principe Caspian che, in quanto erede legittimo, decide di scacciare dal trono lo zio usurpatore.

"Il principe Caspian" è stato scritto da C.S. Lewis come seconda avventura delle Cronache, tant'è vero che nelle prime edizioni, il sottotitolo era proprio "ritorno a Narnia". Nel riordino successivo, si ritrova come quarto libro. Lo stile di scrittura e la narrazione sono molto vicini a quello de "Il leone, la strega e l'armadio", forse perché è stato scritto solamente ad un anno di distanza. Oltre ai fratelli Pevensie e al leone Aslan, il reale protagonista di tutta la saga, facciamo conoscenza di molti nuovi personaggi che non ci fanno sentire la mancanza di quelli conosciuti nel primo viaggio a Narnia (come la famiglia dei castori e il fauno Tumnus). Il topo Ripicì o i nani, diventano nuovi amici e compagni dei fratelli Pevensie. Parallelamente, fa la sua comparsa il principe Caspian che ricorda, per un certo verso, il principe Amleto. Entrambi infatti devo combattere con lo zio usurpatore del trono, il primo con Re Miraz, il secondo con Re Claudio. Naturalmente, Caspian è un giovane molto meno problematico di Amleto, in fondo, è un libro per ragazzi.

Il romanzo è scorrevole e molto piacevole da leggere. Un'avventura ricca delle atmosfere narniane che hanno caratterizzato il primo volume scritto da Lewis. Lettura consigliata a chi si è appassionato al ciclo delle Cronache di Narnia, a chi è in cerca di un fantasy leggero, a chi vuole leggere una storia ben scritta, che non è solo per ragazzi.

Voto: 3,5/5

Stay Tuned! :)

martedì 15 maggio 2012

Recensione: Hunger Games

Hunger Games
Suzanne Collins
Titolo originale: The Hunger Games
Pagine: 376
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 14,90

Trama
Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

AutriceLa sua carriera inizia nel 1991, scrivendo sceneggiature per programmi televisivi per bambini. La sua notorietà si deve per la trilogia di "Hunger Games", sua prima fatica letteraria, che l'ha resa celebre in tutto il mondo.

Recensione
Finalmente ho letto "Hunger Games". Aveva destato la mia curiosità nel 2009, quando era uscito, poi era scomparso dalla circolazione e non ero riuscita a comprarlo. Complice l'uscita del film, "Hunger Games" ha invaso gli scaffali delle librerie e dei supermercati.
Non voglio anticipare molto della trama, perchè è meglio scoprire tutto durante la lettura ;)

Katniss Everdeen è la protagonista di questo romanzo, primo volume della fortunata trilogia, il cui ultimo volume è uscito questi giorni. La ragazza abita nel Distretto 12 dello stato di Panem, dove un tempo si trovava il Nord America. Ogni anno la capitale del Paese, Capitol City, organizza i "Giochi della fame", gli Hunger Games, per ricordare la rivolta avvenuta tempo prima contro la città. Gli Hunger Games non sono altro che un reality all'ultimo sangue in cui i Tributi, 24 ragazzi (dodici femmine e altrettanti maschi), lottano per sopravvivere: l'ultimo superstite sarà il vincitore. Ognuno dei dodici Distretti invia un ragazzo e una ragazza, tra i dodici e i diciotto anni, sorteggiati tra tutti i giovani che abitano nel Distretto.

Katniss Everdeen sarà il Tribuno femminile del Distretto Dodici, il più povero di tutta Panem, quello dal quale si estrae il carbone. La ragazza è forte, deve affrontare il pericolo tutti i giorni per poter sopravvivere e aiutare la madre e la sorella. Siamo abituati a vedere le protagoniste dei romanzi young adult degli ultimi tempi come ragazze indifese che devono essere salvate. "Hunger Games" si differenzia perchè è un romanzo di avventura, distopico, ben scritto, adatto ad un pubblico maschile e femminile, senza distinzioni. La Collins ha uno stile di scrittura molto scorrevole, seppur narrato in prima persona, non mancano dettagli e descrizioni, che arricchiscono la narrazione senza però appesantirla. Ho letto il romanzo tutto d'un fiato perchè finalmente ho trovato qualcosa di nuovo. Non posso negare che sono un'amante del genere e che "Hunger Games" non può leggere il confronto con le classiche distopie, bisogna comunque ricordarsi che è una storia raccontata e dedicata ad un pubblico giovane.

Vorrei sottolineare come "Hunger Games" sia un perfetto esempio di quello che i Romani chiamavano contaminatio. La contaminatio era una tecnica usata dai drammaturghi latini, i quali prendevano come modello le opere greche, arricchendole e modificandole. Non esisteva il plagio e, secondo me, questa tecnica ben si addice al romanzo. La Collins prende qualcosa da tutte la maggiori distopie, da "1984" a "Il mondo nuovo", fino a "Il Signore delle mosche". I ragazzi mandati in sacrificio, ricordano le fanciulle e i fanciulli mandati ogni anno come dono nel labirinto del Minotauro (in "Hunger Games" abbiamo l'arena), la ferocia e la violenza che contraddistinguono, seppur in maniera più mite, i giovani protagonisti de "Il Signore delle mosche". Non si può non pensare a "Il mondo nuovo", dove il popolo è distratto per non fargli pensare alla sua situazione. In questo caso gli Hunger Games ricordano alla popolazione di Panem qualcosa che non deve più succedere, la rivolta dei Distretti contro Capitol City. E infine, la metafora del Grande Fratello, resa celebre da Orwell nel suo "1984", pervade tutto il romanzo: Hunger Games è un reality, i ragazzi sono ripresi dalle telecamere ogni momento della giornata.
Non vorrei star qui a dibattere sulla somiglianza tra "Battle Royale" e ""Hunger Games". Il romanzo giapponese non l'ho ancora letto, cosa che mi piacerebbe comunque fare, e quindi non mi esprimo da questo punto di vista.

In conclusione, posso consigliare "Hunger Games" a tutti quelli che vogliono leggere un romanzo appassionante e ben scritto, ricco di avventura con personaggi ben delineati. Se "Hnger Games" dovesse piacervi (molto facile come cosa), avvicinatevi alle distopie elencate nella recensione, non ve ne pentirete!

Voto: 4/5

La trilogia di Hunger Games è composta da:
- Hunger Games (2009)
- La ragazza di fuoco (2010)
- Il canto della rivolta (15 maggio 2012)

Avete letto "Hunger Games", cosa ne pensate?
Stay Tuned! :)

martedì 17 gennaio 2012

Recensione: Il cavallo e il ragazzo

Buonpomeriggio!
Finalmente la recensione del terzo volume delle Cronache di Narnia che era da un po' che aspettava di essere scritta. Buona lettura! :)

Il cavallo e il ragazzo
C.S. Lewis
Titolo originale: The Horse and His Boy
Pagine: 166

Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 20,00 (l'edizione è sempre quella :) )

Trama:
Terza avventura nel mondo di Narnia, dove vivono animali parlanti, re e regine, creature misteriose e magia. Ma l’inizio di questo nuovo episodio avviene a Calormen e riguarda principalmente un ragazzo del luogo, Shasta. Quando scopre che sta per essere venduto ad un ricco signore a quello che considera suo padre, decide di fuggire verso Narnia in compagnia del cavallo parlante del ricco tarkaan. Durante il viaggio incontra una giovane tarkaana, Aravis, anch'essa in fuga verso Narnia con il suo cavallo parlante.
Autore:
Clive Staples Lewis, in breve C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.
Fu docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.
È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.

Recensione:
"Il cavallo e il ragazzo" è il terzo volume delle Cronache di Narnia, scritto nel 1954 come quinto libro della saga, ma quando Lewis li riordinò, diventò il terzo. Per la prima volta, i fratelli Pevensie non sono i protagonisti della storia, ma solo un corollario. I ragazzi infatti sono diventati adulti e sono i governatori di Narnia. Le avventure sono incentrate sulla figura di un altro giovane, Shasta, che decide di fuggire dall'uomo che crede sia suo padre per andare a Narnia, terra che l'ha sempre affascinato e con la quale si sente particolarmente legato. Nella fuga, si trova come compagno un cavallo, un cavallo parlante. L'animale è un narniano ed è ben felice di accompagnare il ragazzo per poter fare ritorno nella sua terra. Durante il tragitto, incontrano la giovane Aravis, anch'essa in fuga (con una cavalla parlante di Narnia) per evitare un matrimonio forzato con un principe crudele. Prima di arrivare a Narnia però, i due giovani devono affrontare molte avventure.

Anche in questo capitolo della saga, Lewis non si smentisce. Adotta un linguaggio semplice, fluido che accompagna il giovane lettore a fianco dei personaggi. Intervenendo ogni tanto e rivolgendosi direttamente a colui che sta leggendo, lo porta al suo stesso piano, come un osservatore dall'alto. Gli insegnamenti che emergono dal romanzo sono sempre quelli della bontà, dell'amicizia e del coraggio. Non ultimo i Buoni che sconfiggono i Cattivi e l'enigmatico Leone Aslan che parlerà con i protagonisti. Quando entrano in scena i fratelli conosciuti attraverso le avventure del guardaroba, li troviamo cambiati. Tutti sono cresciuti, notiamo il diverso comportamento e atteggiamento in ognuno di loro, in particolare in Susan. Edmund si è riscattato, dopo aver tradito i fratelli con la Strega Bianca, e Peter rimane il più saggio, sovrano amato e benvoluto dal popolo di Narnia. La piccola Lucy, anch'essa cresciuta, rimane sempre la più buona, caratterizzata da quell'animo dolce e sensibile che già l'aveva distinta quando era bambina. Pur intervenendo nella storia, i quattro fratelli, rimangono sullo sfondo, per lasciare spazio ai protagonisti effettivi del romanzo.
Aravis è una ragazza che vuole mostrarsi indipendente e forte, mentre Shasta, che vorrebbe interagire di più con la ragazza, è "ostacolato" dalla sua intraprendenza e allo stesso tempo dal suo orgoglio. I due giovani però portano avanti le loro avventure.

Ancora una volta, secondo me, la "pecca" di questo romanzo è la fine, che giunge rapida, senza essere approfondita. Forse, essendo un libro indirizzato in particolar modo ai ragazzi, Lewis non ha voluto appesantire la narrazione con la descrizione di battaglie e/o simili. Penso che un giovane lettore che abbia voglia di vivere un'avventrura possa trovare in questo romanzo una lettura piacevole.

Voto: 3,5/5

Alla prossima!
Stay Tuned!

lunedì 28 novembre 2011

Recensione: Il leone, la strega e l'armadio

Buongiorno! Eccoci finalmente con questa recensione! Vi faccio notare che, tra le altre cose, ho messo la lista delle recensioni da fare, così voi avete delle anticipazioni e io mi ricordo quali devo scrivere!
Iniziamo! Oggi "Il leone, la strega e l'armadio" di C.S. Lewis, secondo capitolo della saga de "Le Cronache di Narnia".

Il leone, la strega e l'armadio
C.S. Lewis
Titolo originale: The Lione, the Witch and the Wardrobe
Pagine: 146
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 20,00*
*Il prezzo riportato è quello della mia edizione, che è quella accorpata, pubblicata in occasione dell'uscita al cinema del primo film della serie. In commercio esistono edizioni singole dei libri.
 
Trama:
Terra 1940 - Narnia 1000 C'è la guerra, e per Peter, Susan, Edmund e Lucy è meglio rifugiarsi in campagna. Nella grande casa che li ospita scoprono un immenso armadio che sembra fatto apposta per nascondercisi: in realtà è una porta per entrare in un altro mondo, dove gli animali parlano e nessun incantesimo è impossibile. Ma una strega malvagia ha cancellato le stagioni, mutando il felice regno di Narnia in una landa desolata. Per fortuna c'è qualcuno che può rimettere le cose a posto, il leone Aslan è tornato.
 
Autore:
Clive Staples Lewis, in breve C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.
Fu docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.
È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.
 
Recensione:
A causa della guerra, i quattro fratelli Peter, Susan, Edmund e la piccola Lucy, vengono ospitati nella casa del professor Digory Kirke. Il narratore ci racconta che il magico albero proveniente da Narnia, viene trasformato in un guardaroba ed ecco spiegato perchè Lucy riesce ad arrivare a Narnia.
Anche questo episodio del ciclo delle Cronache è ben scritto, con un linguaggio semplice adatto anche ai più piccoli. Come sempre è il buono, il giusto che va a sopraffare il malvagio. Ritorna la strega Jadis, che per chi ha già letto il primo libro è una vecchia conoscenza. Personaggio singolare, è Babbo Natale, anche qui emblema della bontà (a Narnia è sempre inverno, ma non c'è mai il Natale). In questo secondo capitolo della storia ci sono dei rimandi al primo volume come il professore, il lampione nella terra di Narnia o il già citato armadio, tutti elementi che ci fanno capire che ci troviamo nella stessa terra, ma che il tempo è andato avanti. Allo stesso modo per chi non ha letto "Il nipote del mago" sono piacevoli scoperte.
 
Il personaggio più buono, che riesce ad incarnare alla perfezione lo spirito di Narnia è la piccola Lucy, che è anche la prima a scoprire questo mondo, mentre è il fratello Edmund che viene "tentato" dalla strega Jadis, che tradisce gli amici. Come ogni bella storia che si rispetti, i particolar modo se è rivolta ai più piccoli, Edmund non è un bambino cattivo e alla fine diventa buono.
Anche in questo episodio, non mancano i riferimenti alla religione Cristiana (di cui parlerò meglio nello speciale). Unica pecca che vorrei sottolineare è che giungiamo alla fine molto rapidamente. Dopo che Lewis si mette a descrivere le vicende, sembra dare un'accelerata nella parte finale, ma questo non toglie comunque la bellezza a questo libro, che consiglio soprattutto ai più piccoli.
 
Voto 5/5
 
Nota: Questo è il primo episodio delle Cronache che Lewis ha scritto, Il nipote del mago è stato scritto come sesto. E' stato però lo stesso autore a decidere l'ordine esatto di lettura dei suoi libri.
 
Alla prossima!
Stay Tuned!

venerdì 18 novembre 2011

Recensione: Il nipote del mago

Ciao a tutti, lo so che non ho ancora postato la rubrica del venerdì, ma sapete, non so quanto riuscirò a star dietro alle scadenze, ma farò del mio meglio. Penso che la posterò domani, abbiate fiducia!
Questa sera ho il piacere di recensirvi un libro che ho finito due giorni fa: "Il nipote del mago" di C.S. Lewis.

Il nipote del mago
C.S. Lewis
Titolo originale: The magician's nephew
Pagine: 153
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 20,00*

*Il prezzo riportato è quello della mia edizione, che è quella accorpata, pubblicata in occasione dell'uscita al cinema del primo film della serie. In commercio esistono edizioni singole dei libri.

Trama:
Quando Polly e il suo nuovo amico Digory decidono di esplorare la soffitta di zio Andrew, non sospettano certo che lui sia un mago. Soprattutto non sanno che, grazie al potere di un anello, quella stanza scomparirà e si ritroveranno nel silenzio ovattato e nella luce verde che filtra dai rami fitti della Foresta di Mezzo. Saltando tra uno stagno e l'altro alla ricerca di nuovi mondi (e di un modo per tornare a casa), incontreranno sul loro cammino la malvagia strega Jadis, per terminare con la conoscenza del leone Aslan.
È il meraviglioso regno di Narnia ai suoi albori, molti anni prima che Lucy tocchi la maniglia dell'armadio magico...

Autore:
Clive Staples Lewis, in breve C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.
Fu docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.
È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.

Recensione:
Sono tornata in un periodo fantasy e quindi piacevolmente leggo libri che aspettano nella mia libreria da vario tempo (anni), ma siccome sono amici silenziosi, che non si lamentano non mi sento troppo in colpa. Oddio, un pochino sì. Comunque, ho deciso di leggere le Cronache di Narnia. Ora sono al secondo libro e ho deciso che quando avrò finito il ciclo completo, realizzerò una sorta di speciale per parlare bene bene bene di tutto il ciclo di romanzi, dell'autore e della storia. Ora, iniziamo con la recensione al primo libro.


Digory e Polly sono due bambini normali, che giocano all'aperto, che vogliono fare gli esploratori, come tutti i bambini almeno una volta hanno fatto. Quando, per un'esplorazione non molto ben riuscita, Digory e Polly arrivano nello studio segreto dello zio di Digory, lo zio Andrew, tutto cambia. Inizia la vera avventura.
"Il nipote del mago" è il primo dei sette libri che compongono il ciclo delle "Cronache di Narnia", in cui viene narrato l'antefatto, ciò che ritroveremo nei libri successivi, partendo dalla creazione stessa del mondo di Narnia. Il romanzo viene presentano come un libro per ragazzi, ma a parer mio è molto di più. Come ogni opera letteraria degna di questo nome, oltre al primo livello di lettura (e cioè la storia di Digory e Polly in sè per sè), ne esiste uno più profondo.
Il narratore (onnisciente) ci accompagna nella lettura, non esitando commenti o specifiche, chimandosi in causa in prima persona. Ci presenta i personaggi, ci mostra i buoni e i malvagi, fa tutto quello che un narratore farebbe per accompagnare al meglio un bambino nella lettura di questo romanzo e nell'esplorazione di quest'avventura. Lewis descrive magistralmente i paesaggi senza mai appesantire la narrazione. Leggendo il romanzo non si hanno dubbi, chiudendo gli occhi si riesce a vedere la Foresta di Mezzo, Fragolino, lo zio Andrew e la strega Jadis. Lo stile è scorrevole, semplice, essendo indicato ad un pubblico giovane, ma mai banale. I personaggi sono caratterizzati e non stereotipati, anche se ritroviamo i capisaldi che contraddistinguono ogni categoria (buoni, cattivi, aiutanti...).
Devo ammettere che la storia è semplice, ma bella. Ci si affeziona, è una favola. Come quelle che ci raccontavano da bambini, dove gli animali parlavano, dove il buono vince sul cattivo. Non sono certo io che, con la mia recensione e il mio giudizio, posso andare ad influenzare ciò che tanti hanno già detto su quest'autore e sulla sua opera, ma mi piacerebbe condividere con voi il fatto che questa (bella) storia è genuina, semplice, fantasiosa. Probabilmente è come vi immaginate che possa essere: un racconto per bambini adatto a tutte le età.

Volendo dire solo due parole sul secondo livello di lettura, che approfondirò maggiormente nello Speciale, si riscontra un parallelismo che non è assolutamente velato, con il Cristianesimo. Il leone Aslan è descritto come una sorta di Dio Creatore, si ritrovano i temi della tentazione, del peccato. Il fatto stesso che gli esseri umani vengono chiamati "figli di Adamo e figlie di Eva" e la Mela della Vita. Lewis sembra dare una sorte di insegnamento inconsapevole ai suoi giovani lettori e far fare una riflessione ai suoi lettori "meno giovani", una comparazione tra il mondo reale e quello di Narnia.

In conclusione, posso solo dire che consiglio questo romanzo a tutti, bambini e meno bambini, figli di Adamo e figlie di Eva. Penso che sia una bella favola che valga davvero la pena di essere letta.

Voto: 5/5

Il ciclo delle Cronache di Narnia si compone di sette romanzi:
  1. Il nipote del mago (1955)
  2. Il leone, la strega e l'armadio (1950)
  3. Il cavallo e il ragazzo (1954)
  4. Il principe Caspian (1951)
  5. Il viaggio del veliero (1952)
  6. La sedia d'argento (1953)
  7. L'ultima battaglia (1956)

Sperando che la recensione vi sia piaciuta,
a presto!

mercoledì 16 novembre 2011

WWW Wednesday #1



Questa è una rubrica settimanale, creata anch'essa dal blog americano Should Be Reading. Per partecipare a questo giochino bisogna rispondere a tre domande, per poter condividere con tutti le nostre letture.
  • What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
  • What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
  • What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)
Ed eccoci anche al primo appuntamento con questa rubrica e la sto anche pubblicando il giorno giusto, ma bando alla ciance! Iniziamo!

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
Ho inziato ieri sera "Il leone, la strega e l'armadio", il secondo libro de "Le Cronache di Narnia" di C.S. Lewis. Questo è il mio libro "da comodino", quando invece viaggio, ho il mio libro "da viaggio". Sto terminando la lettura di "Uccidere o essere uccisi" di Duane Swierczynski (a breve la recensione).

 
 


What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
Ieri sera ho finito "Il nipote del mago", di C.S. Lewis, primo libro de "Le cronache di Narnia". Posso anticiparvi che mi è piaciuto, nei prossimi giorni scriverò la recensione.


What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)
Non posso ancora anticipare il prossimo libro da comodino, ma quasi sicuramente, il prossimo libro da viaggio sarà "In solitario - Diario di Volo" di Roald Dahl.

In solitario

Per questa settimana è tutto!
Stay Tuned!