venerdì 24 agosto 2012

Recensione: Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra

Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra
(seguito da Lo Scrittore Automatico)
Roald Dahl
Titolo originale: The Bookseller - The Great Automatic Grammatisator
Pagine:78
Casa Editrice: Guanda
Prezzo: € 6,50

Trama
Mr. Buggage è il proprietario di una libreria antiquaria londinese; insieme alla sua assistente (e amante) trascorre gran parte della giornata nel retrobottega, dedicandosi più alla lettura di necrologi che alla vendita dei libri. Eppure gli affari vanno bene e un giorno i due decidono di concedersi una vacanza in Marocco in alberghi esclusivi. Come si scoprirà, il successo economico non nasce da una oculata gestione delle vendite, ma... Il volume è completato da un altro racconto, "Lo scrittore automatico", storia di una grande macchina in grado di sfornare best seller a ripetizione.

Autore
Roald Dahl nasce il 13 settembre 1916, nato da genitori norvegesi, alla morte del padre avvenuta nel 1920, rimane con la famiglia in Inghilterra, perchè il suo desiderio era che i figli studiassero in scuole inglesi. Terminati gli studi nel 1934 e non iniziando l'università, trova lavoro persso la Shell Petroleum Company che gli avrebbe consentito di viaggiare nello sconfinato impero britannico. Dopo quattro anni, allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, Dahl decide di arruolarsi presso la Royal Air Force, che lo terrà lontano da casa ancora per qualche anno. Dopo aver combattuto contro i tedeschi e gli italiani in Grecia, Dahl fa finalmente ritorno a casa.
Nel 1942 inizia la sua carriera di scrittore per l'infanzia con il primo racconto: "Shot down over Libya". La prima raccolta di racconti viene pubblicata quattro anni più tardi, ma una volta iniziato a scrivere, Roald Dahl non smette più. Tra i suoi più grandi successi si ricordano "La fabbrica di cioccolato" con il seguito "Il grande ascensore di cristallo", "Il GGG", "Le streghe", "Matilde", "Boy".
Roald Dahl muore il 23 novembre 1990 a causa della leucemia.

Recensione
Ci sono degli scrittori che per ognuno di noi sono delle certezze. Non serve neanche leggere la trama, siamo sicuri che un libro qualunque ci piacerà sicuramente. Uno degli autori che per me rientra in questa categoria, è sicuramente Roald Dahl, conosciuto principalmente come autore di romanzi per bambini e ragazzi. Dahl ha scritto però anche moltissimi racconti dedicati agli adulti, nonché sceneggiature per il cinema. Ne “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra” troviamo due racconti che hanno come protagonisti i libri.

Il primo racconto, quello che dà il titolo al libro, può essere considerato come un giallo classico, dove il lettore non fa in tempo a chiedersi il come o il perché che Dahl, con lo stile frizzante, leggero e attento che lo caratterizza, fornisce la risposta. Come riesce un vecchio libraio che vende libri antichi, ma che non hanno troppo valore a sopravvivere? Soprattutto conducendo una vita agiata? Con due personaggi particolari (il libraio e la sua assistente), delineanti in maniera magistrale sia fisicamente che caratterialmente, come è abituato a fare questo scrittore, arriviamo alla fine di questa quarantina di pagina con un finale che lascia il lettore di stucco. In ogni pagina Dahl rivela un indizio per arrivare in fondo a questa vicenda e svelare il mistero, portando a termine il racconto con l’aggiunta di pizzico di humor.

Lo Scrittore Automatico” è il titolo del secondo racconto, dove i libri questa volta, sono quelli che devono essere ancora scritti. Quante volte, ad ognuno di noi, vengono delle idee per delle storie fantastiche ma non siamo in grado di metterle nero su bianco? Lo “Scrittore Automatico” è la risposta: inserendo trama, stile, genere… et voilà! Il gioco è fatto! Ecco sfornato un libro nuovo di zecca! Ma saranno tutte rose e fiori? In un momento in cui tutte le case editrici sfornano libri come fossero panini, senza badare alla qualità ma solo al guadagno, questo racconto è sicuramente molto attuale. Anche in questo caso Dahl lascia il meglio per il finale. Una frase che fa riflettere e, forse, lascia un po’ l’amaro in bocca.

Un libro per tenerci compagnia neanche un’ora, ma che nelle sue poche pagine riesce a farci stupire con “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra” e riflettere con “Lo Scrittore Automatico”. Da un maestro della narrativa, un altro piccolo capolavoro che mi sento di consigliare a tutti.

Voto: 5/5

Cosa ne pensate di Roald Dahl? :)
Stay Tuned! :)

1 commento:

Francesca fra ha detto...

Che è un genio assoluto!