giovedì 16 agosto 2012

Recensione: La collina dei conigli

La collina dei conigli
Richard Adams
Titolo originale: Watership Down
Pagine: 496
Casa Editrice: Bur
Prezzo: € 10,90

Trama
Il saggio Moscardo, l'ingegnoso Mirtillo, il prode Argento e tanti altri sono gli eroi di questo fantastico romanzo epico. Un drappello di piccoli coraggiosi conigli, alla ricerca di un avvenire più sicuro, migra attraverso le ridenti colline del Berkshire e affronta mille nemici in un indimenticabile cammino verso il più prezioso dei beni: la libertà.
I piccoli e coraggiosi protagonisti vivono avventure ed emozioni, la quiete di splendidi pascoli e raccontano leggende sul Popolo dei Conigli, i suoi dèi e i suoi eroi: un classico della letteratura moderna.

Autore
Richard Adams è uno scrittore britannico, nato il 9 maggio 1920.
La trama de "La collina dei conigli" nasce da una storia che Adams raccontava alle sue due figlie Juliet e Rosamund e che, per insistenza delle figlie stesse, divenne poi un romanzo. Lo scrittore impiegò due anni per la stesura definitiva dell'opera, ma i primi tredici editori a cui lo propose ne rifiutarono la pubblicazione. Quando infine il libro fu pubblicato, nel 1972 da Rex Collings Ltd, vendette in pochissimo tempo più di un milione di copie in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
A tutt'oggi il capolavoro di Adams ha venduto più di 50 milioni di copie in tutto il mondo, più di tutti quanti i suoi altri lavori messi assieme.
Attualmente vive con la moglie Elizabeth a Whitchurch (Hampshire), a poca distanza dal suo paese natale.

Recensione
“La collina dei conigli” è un libro che ha per protagonisti dei conigli, che parla di conigli, dove tutto ruota intorno a dei conigli. Cosa ci sarà mai da raccontare per quasi cinquecento pagine?

Questa potrebbe essere la domanda da fare per prendere in mano il libro, leggerlo e non pentirsene. Il romanzo di Adams è una vera e propria epopea conigliesca, al cui interno troviamo richiami e somiglianze con le grandi storie del passato, dall’Iliade all’Odissea, passando anche per l’Esodo. I conigli stessi, protagonisti della storia, trasportano il lettore in un mondo che è sempre stato lontano dalla sua portata. Come passa la giornata e la vita intera un coniglio selvatico?
Il romanzo parte con la decisione di alcuni conigli abbandonare la conigliera natia su suggerimento di Quintilio, un coniglio minuto e veggente, che convince Moscardo a seguirlo. Da questo momento inizia la grande avventura che accompagnerà il lettore per molte pagine. L’obiettivo è quello di trovare una nuova “casa”, che i piccoli animali troveranno sul colle Watership (che non è altro che il titolo originale).

Adams descrivendo con minuzia i comportamenti dei conigli mescola l’etologia alla fantasia mostrando al lettore conigli animaleschi nei comportamenti e quasi umani nel pensiero. L’organizzazione della tana, l’alimentazione, la gerarchia nella conigliera, sono tutte informazioni che, ben amalgamate nella narrazione, acculturano il lettore riguardo un argomento che non tutti conoscono (io per prima di conigli non so nulla). A ciò si affiancano le “tradizioni conigliesche” sconosciute agli esseri umani, come ad esempio la narrazione di novelle, il richiamo al mito della creazione da parte del grande Frits o i piani ingegnosi escogitati da El-Ahrairah.

Leggendo il romanzo non si può fare a meno che comparare i conigli protagonisti con grandi personaggi epici: dalle predizioni di Quintilio che ricordano quelle di Cassandra, agli stratagemmi di El-Ahrairah che somigliano a quelli realizzati da Ulisse, non manca il coraggio e il carisma dei grandi condottieri che sono riflessi in Moscardo o l’abilità di raccontare storie di Dente di Leone, come un novello Omero.
Adams costruisce un universo inedito, fatto di leggende e cultura, di un linguaggio esclusivo adoperato dai conigli, il lapino, dalla comunicazione con specie diverse, con scontri e incontri, tutto per raggiungere la libertà. La narrazione è accurata e la storia è frammentata dalle novelle che i conigli si raccontano, diventando storie nella storia. Leggermente lento in alcune parti è sempre godibile. Un romanzo entrato di diritto nei classici per la sua particolarità e originalità. E’ impossibile non affezionarsi ai protagonisti di questo romanzo, dove Adams dimostra come anche i più piccoli e deboli sono in grado di realizzare grandi cose.

Voto: 5/5

Qualcuno ha letto "La collina dei conigli"? Come lo avete trovato?
Stay tuned! :)

3 commenti:

Lorenza Marabelli ha detto...

Io l'ho letto più di una volta (l'ultima purtroppo tanto e troppo tempo fa!) e l'ho sempre adorato. Malgrado come dici tu in aluni punti sia un po'lento è un classico da leggere assolutamente... e sicuramente non è un libro per bambini come fa pensare il titolo :)

simonetta vernia ha detto...

Da un punto di vista letterario, credo, non sia un capolavoro, forse per la prosa un po’ troppo fiorita. Ma la storia mi ha ri-conquistato subito. Ho capito che la grande intuizione di Adams è stata proprio nella cosa più evidente: scegliere dei conigli come protagonisti. Essendo animali inermi, nel gradino più basoi della catena alimentare, devono tirare fuori doti di intelligenza, coraggio ed essere intraprendenti doti che non fanno parte del loro corredo genetico di erbivori. Devono diventare delle figure mitologiche, come Achille, Ulisse ed Ettore per riuscire a imporsi e a sopravvivere nel Wild. E in questo sforzo vi è un messaggio importante: la volontà degli ultimi può creare le condizioni per una società non fondata sul sopruso e su regole naturali, scontate.
C’è un sentimento "utopistico e rivoluzionario, che permea tutta la storia e che la rende avvincente e inaspettata".

Bruno6310 ha detto...

L'ho letto credo 3 volte, anche se anch'io, l'ultima, una decina di anni fa. La prima volta lo lessi durante una settimana trascorsa a casa a causa di un'influenza. Ai tempi, internet non esisteva, ma mia madre era abbonata al Club degli Editori. Quel libro mi fece compagnia per 3 o 4 giorni, lo lessi velocemente, saltando le storie raccontate da Dente di Leone. Qualche anno dopo, lo ripresi in mano e lo lessi da "adulto", trovandolo avvincente come la prima volta. In più, lessi anche le novelle di El Ahrairah. Dopo molti anni, durante un trasloco, mi tornò in mano il libro, con le pagine ormai ingiallite ed alla prima occasione, lo lessi di corsa. Quasi un ritorno ai miei anni dell'adolescenza, un dolce mix di ritorno al passato e di tempi ormai lontani. Lo consiglio a tutti, una storia davvero ben scritta, a volte troppo verbosa, forse, mentre il film in animazione mi deluse alquanto.